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La Moneta Regionale Siciliana (di Massimo Costa) PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Costa   
Sabato 14 Novembre 2015 16:34

 moneta

Ho voluto pubblicare questo egregio lavoro del prof. Massimo Costa, docente alla facoltà di Economia dell'Università di Palermo, nonchè esponente di punta del movimento per l'indipendenza Siciliani Liberi.
L'ho fatto, ovviamente, dopo averlo letto. Necessiterà infatti ancora rileggerlo e approfondirlo, essendo un tema molto complesso che riveste una importanza strategica per la rinascita della Sicilia.
Questo è il tenore degli esponenti e dei progetti politici del movimento Siciliani Liberi di cui ho l'onore di far parte.
Capirete anche solo da una prima lettura superficiale quanto studio e quanta competenza, quanta lungimiranza, quanta capacità progettuale e quanto amore per la propria terra emerga da un lavoro del genere, comprendendo quindi il valore enorme di persone come Massimo Costa.
E vi verrà forse immediato pensarla come me: ma se abbiamo persone di questo calibro in Sicilia, e invece di avere loro come Presidente della Regione abbiamo Crocetta (ma anche quelli di prima non scherzano, e neanche quelli che si propongono come alternativa non babbiano...) la colpa di chi è?
Bene, per il passato, abbiamo sbagliato. L'importante è non sbagliare per il futuro. E sostenere lui e il progetto politico Siciliani Liberi. (Massimo Merighi)

1) Introduzione

I fondamentali dell’economia siciliana sono al collasso. I dati del 2012 evidenziano come, all’interno di un’economia nazionale in recessione, la Sicilia presenti il dato peggiore in assoluto, con la distruzione, in un anno solo, di quasi un ventesimo dell’intera produzione regionale. Il dato, messo accanto all’aumento delle esportazioni, nello stesso periodo, per una cifra superiore al 20 %, cifra ragguardevole eguagliata solo dalla Sardegna e da nessun’altra regione italiana, fa comunque pensare. La Sicilia esporta (prodotti energetici); è dunque potenzialmente ricca. Nessuno peraltro misura l’esportazione “in Italia” degli stessi prodotti, perché non esiste una bilancia commerciale regionale. E nonostante ciò non solo neanche una briciola resta in Sicilia, cosa tutto sommato normale e risaputa, ma addirittura ci tocca il cappello d’asino degli ultimi della classe. C’è il sospetto che c’entri qualcosa l’uso distorto (da parte dello Stato italiano) della nostra stessa autonomia speciale. Non dovendo far trasferimenti alla Sicilia, essa è costretta a vivere con quanto, dei prelievi fiscali, lo Stato le lascia. In più la Sicilia deve far fronte a spese che altrove sono a carico dello Stato. Basta qualche accantonamento a favore dell’erario e un po’ di Patto di Stabilità e il gioco è fatto. Un’autonomia in cui il volante è ben saldo a Roma, salvo piccole inezie, come stipendi e pensioni di deputati e impiegati ARS, alla fin fine funzionali al sistema per farlo sbraitare ogni giorno contro l’Isola “patria del malaffare”, non potrà mai funzionare. Non potrà mai funzionare se la leva fiscale non è restituita alla Sicilia, sua legittima ed unica proprietaria per diritto naturale prima ancora che per ordinamento costituzionale.

Ma non è di fisco che ora vogliamo parlare. Il fisco e i tributi da soli non basteranno mai a risollevare la Sicilia dalla sua prostrazione e, peraltro, sarebbe necessaria una lunga rivendicazione politica e giuridica per riappropriarsi dei propri diritti tributari. Oggi vogliamo parlare dell’altra gamba della politica economica, cioè di quella monetaria. Il punto di partenza è che le politiche economiche ufficiali, fondate sul rigore, cioè sul taglio della spesa, spacciato per sua riqualificazione, e sul correlato inasprimento dell’imposizione fiscale, sono clamorosamente falliti, e non serve alcun moralismo a ribaltare la questione. Non si può dire “la colpa è della corruzione!”, oppure “Aumentiamo la produttività!”. Questi discorsi lasciamoli al bar dello sport. La corruzione è figlia, effetto dunque, di un sistema spartitorio. E così la produttività tanto invocata, non si innalza con il moralismo, con il rimboccarsi le maniche o altre prediche più o meno razziste. Ci vogliono strumenti precisi di politica economica. E di questo, soltanto di questo, si parla ora.

La Sicilia è nel baratro ed è necessaria, anzi urgentissima, una riforma strutturale del suo status economico e giuridico. Esiste una Questione Siciliana dai contorni drammatici che chiede un intervento speciale a salvaguardia del cuore stesso del Mediterraneo. È necessario un nuovo “specialismo” dell’Autonomia che recuperi lo spirito della vecchia Carta del 1946, ormai paralizzata in più punti, e la rinnovi, senza modificarla, con alcuni innesti vitali. Per brevità, per il momento, non parleremo di quel che serve all’Italia in merito alla moneta. In questo breve saggio parleremo essenzialmente di Sicilia, perché è la Sicilia che oggi ha bisogno di una terapia d’urgenza che le consenta di sopravvivere. Questa terapia d’urgenza dovrà basarsi su quattro grandi pilastri: - Radicale autonomia finanziaria e tributaria dell’Isola; - Zona Economica Speciale per il transito di beni e servizi con l’eliminazione dei dazi e la riduzione drastica di tutte le imposte indirette, a iniziare dall’IVA; - Regionalizzazione dei benefici economici e tributari di tutte le risorse naturali, le fonti d’energia e delle industrie connesse di produzione di energia; - Dotazione di uno strumento finanziario complementare che assicuri alla Regione un’adeguata iniezione di liquidità. i questo strumento parleremo in questo saggio, diviso in 10 capitoli.

 
Eppur comanda! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 12 Agosto 2011 18:07
grilleonardoOde al non leader. (Scritta il 12 agosto 2011 e tuttora tremendamente valida)

(http://www.beppegrillo.it/2011/08/elezioni_on_lin/index.html )

TU CHE DALL'ALTO VALI PIÙ DI OGNUNO

E SENTENZIANDO VAI COME NESSUNO

ANCHE STAVOLTA HAI SCRITTO IL TUO DECRETO 

CHÈ TU SEI IL CAPO, ORMAI NON È UN SEGRETO

PUR SE LO VAI NEGANDO A PIE SOSPINTO

OGNI GIUDIZIO IN NOI ORMAI SI È ESTINTO

UN DOPO L'ALTRO VOLVON SEMPRE AL PEGGIO

GRAZIE ALLA FANTASIA DI CASALEGGIO

NON CI PRIVARE MAI DI TANTO ARTISTA

LUI CHE DISPENSA IL VERBO POPULISTA

È GRAZIE A LUI CHE "UNO VALE UNO"

E TU DALL'ALTO VALI PIÙ DI OGNUNO

DISOCCUPATI E CASALINGHE ADESSO

POTRANNO ENTRARE E USCIR, COME IN UN CESSO

DAL PARLAMENTO, CHE SIAN DURATURE

O INTERROTTE DUE LEGISLATURE

SÌ CHE NEMMENO POTRANNO IMPARARE

COME FUNZIONA, CHÈ DOVRAN TORNARE

A QUEL LAVORO CHE NON AVEAN PRIMA

E NON L'AVRAN DOMANI (SENZA RIMA)

CONCEDIMI LICENZA DA POETA

ESSI SARANNO COME UNA COMETA

DIETRO DI LORO RIMARRÀ UNA SCIA

ALTRI DISOCCUPATI PER LA VIA

TANTO NON CI SARÀ ALCUN CAMBIAMENTO

CON O SENZA DI LORO IN PARLAMENTO

L'UNICA COSA CHE ASSICURERANNO

PER TUTTO IL TEMPO CHE LÌ RIMARRANNO

È L'OPPORTUNITÀ DI UN BEL PARCHEGGIO 

PER I SEGUACI TUOI E DI CASALEGGIO

E POTRANNO ALLESTIRE ALLA BUVETTE

UNA VETRINA CON CD E CASSETTE

CERTO NEGAR NON POSSO CIÒ CHE PENSO

COME SAI TU DISPERDERE IL DISSENSO

NON CI RIESCE NEANCHE CHI AMMINISTRA

DA ANNI L'ELETTORATO DI SINISTRA

 

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